Un dono simbolico: un’icona di san Benedetto alla Chiesa russa

Durante il Meeting di Mosca, un’icona della Scuola di Seriate è diventata gesto concreto di dialogo e cammino comune tra Chiesa cattolica e ortodossa.

Sabato 9 novembre, in occasione del Meeting di Mosca si è tenuta al centro culturale «Biblioteca dello spirito» l’inaugurazione della mostra foto-documentaria «Innamorati di Dio, costruttori di pace», dedicata ai santi Benedetto da Norcia e Sergio di Radonež, considerati i padri del monachesimo rispettivamente occidentale e orientale. Ripercorrendo il loro cammino spirituale, possiamo osservare la somiglianza della forma di vita monastica scelta come via per amare Dio e gli altri e costruire così una nuova vita «con mattoni nuovi» anche «in luoghi deserti», come recita il titolo del Meeting. All’incontro sono intervenuti Mons. Paolo Pezzi, arcivescovo della diocesi della Madre di Dio a Mosca e padre Sergij Filippov, superiore della filiale del monastero Novospasskij nel villaggio di Sumarokovo, nella regione di Mosca. 

Mons. Pezzi ha ben illustrato i punti fondamentali che accomunano i carismi monastici di Benedetto e Sergio di Radonež, basati entrambi sul silenzio come spazio privilegiato dell’incontro con Dio e strumento di pace interiore, sul lavoro in nome di Dio e sulla comunione come fondamento dell’essere umano, inteso come amore innanzitutto verso i fratelli monaci, e di riflesso verso tutta la comunità circostante. In entrambi i casi, infatti,

la vita monastica non nacque dal desiderio di fuggire e vivere fuori dal mondo, bensì di rientrare sempre più profondamente in sé stessi e quindi dentro la realtà concreta.

Così la comunione cristiana che andò creandosi all’interno dei monasteri è potuta diventare feconda anche fuori da essi, portando alla nascita di una nuova civiltà: sia il monastero di Montecassino che la Lavra della Trinità di San Sergio ebbero un’influenza enorme sull’ambiente cristiano e culturale circostante. 

un dono simbolico

Padre Sergij Filippov, studioso di San Benedetto, promotore e curatore del libro San Benedetto da Norcia. La luce del Medioevo, uscito in russo nel 2018, ha sottolineato non solo le somiglianze con san Sergio, ma soprattutto le radici comuni di questa esperienza, dato che Benedetto si era a sua volta ispirato alla spiritualità dell’antico monachesimo orientale. Ha ricordato inoltre che in passato erano nate in Russia numerose chiese dedicate proprio a questo santo occidentale,

il cui percorso interiore e la cui testimonianza sapevano parlare anche ai cristiani orientali.

Per questo motivo padre Sergij ha manifestato il desiderio di una rinnovata diffusione della figura di Benedetto e dei suoi insegnamenti in Russia e ha condiviso la sua intenzione di costruire nel monastero di Sumarokovo una cappella dedicata a questo santo, da affiancare alla chiesa principale ora dedicata a san Giovanni Battista, patrono degli eremiti e anche del monastero di Montecassino.

Un momento di particolare commozione è stato l’annuncio che la grande icona di san Benedetto, che campeggiava nella mostra, sarebbe stata donata alla comunità monastica di Sumarokovo: padre Sergij è rimasto senza parole, quando ha saputo che Ventura Talamo, uno dei maestri della Scuola iconografica di Seriate, aveva voluto destinare così la tavola da lui dipinta per la mostra sui santi occidentali della Chiesa indivisa tenutasi nel 2017, in segno di amicizia e unità con i vicini fratelli ortodossi. Alla chiusura della mostra, dopo il 10 dicembre prossimo, i collaboratori della «Biblioteca dello spirito» sono stati invitati a Sumarokovo, per la consegna dell’icona e un momento di festa con i monaci. Naturalmente, ospite particolarmente atteso e gradito sarà sempre il maestro Ventura. 

Un dono simbolico

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